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L’esperienza della nascita e tutte le esperienze che un neonato deve affrontare nelle prime settimane di vita non ha eguali nella storia di ogni uomo; si tratta infatti dell’evento più importante e complesso che ogni uomo si trova a dover affrontare. Infatti con la nascita si passa da una condizione passiva, in cui il bambino non si deve preoccupare di mangiare, respirare, proteggersi o altro ad una condizione attiva, ricca di stimoli, dove il bambino deve imparare presto a far fronte a tutt’una serie di stimoli.
Alla nascita un bambino ha un comportamento abbastanza casuale nei confronti degli stimoli esterni, ancora non ha un ritmo per la sensazione di fame, per il sonno e la veglia, ed il pianto stesso ancora non è legato ad una causa individuale. Pian piano, durante il primo mese di vita, dovrà imparare a fronteggiare tutti gli stimoli esterni apprendendo un proprio ritmo. Lo stesso organismo, nei primi tempi, subisce delle straordinarie modificazioni, a partire dalla respirazione autonoma che inizia con il taglio del cordone ombelicale, per proseguire con l’alimentazione, per la quale ora il bambino ha una parte attiva ed ancora con la regolazione della propria temperatura corporea. Anche il suo peso corporeo si modifica nei primi tempi, in genere subisce del 6-9% che poi viene recuperato in una decina di giorni. Inoltre si modificano le cellule del sangue, le secrezioni ghiandolari, le funzioni intestinali ed urinarie. Il primo mese di vita è dunque per il bambino un periodo transitorio durante il quale si possono verificare anche degli sbalzi nelle funzioni dell’organismo, che possono talora essere accompagnate da piccole alterazioni (come macchie, gonfiori, ecc.), che tuttavia sono spesso normali e non preoccupanti.
Il Peso
Il peso medio di un neonato è di 3,2 kg, anche se le variazioni tra un neonato e l’altro sono frequentissime. In genere tuttavia i primogeniti sono un po’ più grandicelli ed i maschietti pesano qualche etto in più. Si considerano sottopeso i bambini con peso inferiore a 2,5 kg; per questi bambini è previsto, per questioni di sicurezza, il ricorso all’incubatrice, anche se sono vivaci, e possono talora essere trattenuti in ospedale qualche giorno in più rispetto ai loro coetanei più grandicelli. Il peso di un bambino alla nascita è un punto di partenza per il suo processo di sviluppo, che in genere tende a seguire uno schema abbastanza regolare per i vari bambini. È chiaro che sebbene vi sia una certa regolarità nello schema di accrescimento dei bambini, può comunque succedere che un bambino abbia in un certo periodo della sua vita un’accelerazione o un rallentamento nel suo sviluppo, cosa che dovrà essere compensata in seguito. In genere ogni bambino tende ad autoregolarsi nel modo migliore, così che in un clima in cui un bambino non venga sforzato a mangiare troppo o troppo poco, egli crescerà in maniera ottimale. Tuttavia è sempre opportuno tenere d’occhio il peso del bambino (senza farlo diventare un’ossessione) e considerare che rispetto al peso alla nascita in genere i bambini tendono a perdere 30 gr al giorno dal 1° al 5° giorno di vita; riacquistano 30 gr al giorno dal 6° al 10° giorno e per il periodo che va dal 10° giorno fino ai 3 mesi acquistano 180-240 gr alla settimana. Anche l’aumento dell’altezza è un altro fattore che bisogna considerare e che va tenuto sotto controllo, l’accrescimento dovrebbe essere di 2-5 cm in 3 mesi; è chiaro però che questo è più difficile da misurare, così che sarà sufficiente che l’altezza venga valutata dal pediatra nei controlli periodici.
Lo Sviluppo Fisiologico e Sensoriale
Fino a qualche anno fa si credeva che i neonati alla nascita non avessero alcuna capacità sensoriale e che quindi queste andavano tutte “create” dopo la nascita; oggi invece si sa che questo è assolutamente sbagliato, un neonato, infatti, alla nascita ha a disposizione delle capacità sensoriali sviluppatissime, che ha imparato a accrescere mentre era nell’utero materno. Ancora prima della nascita un bambino infatti è in gradi di distinguere la luce dal buio, il silenzio dal rumore, il piacere dal dolore. Fin dalla nascita quindi un bambino è in grado di recepire gli stimoli che gli provengono dal mondo esterno, più di quanto si possa credere. Alla nascita, la maggior parte dei riflessi che il bambino ha sono detti riflessi primari e sono principalmente delle reazioni automatiche agli stimoli; questi cederanno il passo ai riflessi volontari solo verso i tre mesi di vita. È risaputo infatti che, alla nascita, i medici controllano il sistema nervoso del bambino proprio per valutare il suo grado di sviluppo. Ogni neonato è in grado di succhiare, quando gli viene sfiorata la bocca; voltare il viso verso chi lo tocca per cercare istintivamente il seno, quando gli viene sfiorata una guancia; chiudere gli occhi, quando gli viene sfiorata l’attaccatura del naso; chiudere le dita della mano in segno di presa, quando vi viene sfiorato un braccio; tendere una gamba, quando gli viene toccato il piedino dell’altra gamba se questa è tesa; ritrarre braccia e gambe, quando si spaventa; muovere i piedi come per camminare, quando viene tenuto per le ascelle con i piedi che toccano un appoggio. Ma oltre ai riflessi primari che rispondono per lo più a stimoli tattili, c’è dire che tutti i sensi del neonato sono molto sviluppati. Sebbene infatti la percezione tattile sia la più sviluppata, anche la vista non è da meno, ed un neonato, è in grado di percepire i colori e mettere a fuoco ad una distanza di 25-35 cm, che corrisponde alla distanza del viso di chi lo tiene in braccio, ed particolarmente attratto dagli occhi e dal movimento delle labbra di chi lo tiene in braccio e gli parla. L’udito può essere ritenuto anche più sensibile di quello di un adulto, infatti esso si è sviluppato già durante la vita uterina ed ha imparato a riconoscere la voce della madre e ad “ascoltare” voci e rumori. Ma anche i sapori e gli odori sono ben percepiti da un neonato e rappresentano uno dei mezzi fondamentali che lo mette in collegamento con il mondo esterno. Per quanto riguarda lo sviluppo motorio, invece, il neonato ha ancora molta strada da percorrere davanti a sé, affinchè riesca a compiere dei movimenti “finalizzati”. Subito dopo la nascita al neonato è necessario saper muovere e coordinare i movimenti della mandibola, della bocca e della gola al fine di nutrirsi. In questo stadio il bambino vive un rapporto simbiotico con la madre, che gli è sufficiente per rapportarsi al mondo esterno in termini di movimenti, solo verso il 4° mese inizia un processo di “distacco” dalla madre, che lo porterà gradualmente a concepire il suo corpo come staccato rispetto a quello della madre ed inizierà un complesso processo di apprendimento per il controllo ed il coordinamento dei movimenti muscolari.
L’Igiene
Un neonato ha bisogno di essere accudito e assistito anche in termini di pulizia, chiaramente lui da solo non è in grado si pulirsi, e ad irritare o infiammare la sua pelle o le mucose possono intervenire davvero molte cose (urina, feci, sudore, polvere, muco, latte). Non è necessario fare il bagno tutti i giorni ad un neonato, anche se questo può diventare un rituale molto piacevole e rilassante per la madre ed il bambino, che se praticato prima della poppata può aiutare a comprendere quando è arrivato il momento di dormire e dedicarsi ad un sonno più lungo. È comunque sufficiente lavare un bambino quotidianamente a pezzi, prestando sempre molta attenzione a tutte le parti più delicate (occhi, orecchie, viso, naso, mani, natiche e genitali). Gli occhi possono essere puliti passando una garza o un batuffolo di cotone inumiditi con acqua bollita, dall’angolo interno verso l’esterno. Le mani possono essere pulite con una pezzuola bagnata con acqua tiepida. Per la pipì e le feci è sufficiente un lavaggio sotto acqua corrente ad ogni cambio di pannolino, o quando non è possibile utilizzare un batuffolo di cotone o una pezzuola bagnati con acqua tiepida o delle apposite salviettine; non tralasciare mai le pieghe dell’inguine e delle natiche. Per la saliva e il latte attorno alla bocca o nelle pieghe del mente utilizzare un fazzoletto di carta o una pezzuola di cotone bagnati con acqua tiepida. Il bagno integrale del bambino, come detto può non essere quotidiano, e può essere fatto a partire da circa 2 settimane o comunque quando la cicatrice del cordone ombelicale è perfettamente asciutta. Il bagnetto di un neonato è una cosa che può incutere qualche timore, soprattutto a delle persone inesperte o a chi ha avuto quest’esperienza in tempi più o meno lontani; comunque a patto di rispettare alcune norme basilari il bagnetto può diventare un appuntamento davvero importante ed un momento speciale per il bambino e la famiglia. Innanzitutto occorre preparare a portata di mano tutto l’occorrente, dall’accappatoio (meglio averne un paio a portata di mano, poiché è facile che il piccolo possa decidere di fare un bella pipì appena viene avvolto nell’asciugamano), ai detergenti, a tutto quello che serve per il cambio, fino a qualche giochino che possa intrattenerlo. Occorre fare molta attenzione anche alla temperatura dell’ambiente, che dovrà essere intorno ai 22°C, ed evitare chiaramente le correnti d’aria, e la temperatura dell’acqua, che dovrà essere invece di circa 37°C. Immergere delicatamente il bambino nell’acqua tenendo una mano sotto alla testa e l’altra sotto a gambe e sederino, poi continuare a mantenere la testa del bambino con una mano e lavarlo con l’altra. Toglierlo dalla vasca usando entrambe le mani, avvolgerlo in un accappatoio (per i neonati si usano i quadrati) ed asciugarlo bene e con cura, prestando attenzione all’asciugatura delle pieghe. In ogni caso, fin dall’inizio, occorre avere molta calma; se si ha fretta è meglio rimandare il bagnetto ad un altro momento. Soprattutto le prime volte è meglio farsi aiutare da qualcuno, il partner, un parente o un’amica (magari con esperienza).
Il Cambio e i Pannolini
Oggigiorno in commercio esiste una vasta gamma di pannolini usa e getta, e nella scelta è importante prestare attenzione alla loro capacità di assorbimento (che sicuramente non dipende dal prezzo), inoltre sarebbe preferibile se avessero uno strato filtrante interno ed una chiusura regolabile, che garantisce una migliore aderenza. La scelta dei pannolini usa e getta è oggi quella maggiormente adottata, ma se si nota che la pelle del bambino si irrita molto, è preferibile passare (almeno per un po’ di tempo) all’utilizzo di quelli di stoffa, prestando molta attenzione al lavaggio, che deve essere eseguito con detersivi delicati e abbondante risciacquo. È bene poi tenere tutto l’occorrente per il cambio sempre ben organizzato. Per cui prima di iniziare a cambiare il pannolino accertarsi sempre che ci sia tutto l’occorrente a portata di mano, che si usi poi il fasciatoio o il letto o un qualunque altro piano d’appoggio, è assolutamente vietato lasciare solo il bambino anche solo per andare a prendere un pannolino o per rispondere al telefono!
Vedi anche: Il Primo Mese di Vita (2)
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