Continua da: Il Primo Mese di Vita (1)
Il Sonno
Comunemente si crede che un neonato per dormire abbia bisogno di assoluto silenzio, ma questa condizione non è affatto appropriata per chi è stato abituato 9 mesi in un ambiente rumoroso. Il bambino infatti, durante la sua vita uterina, è stato cullato dal battito cardiaco della madre, e si è abituato ad ascoltare continuamente rumori vari provenienti dall’organismo materno. Per cui il sonno del neonato è facilitato da rumori regolari di sottofondo, è proprio per questo che sono tanto utili carillon e ninnenanne. Teoricamente i neonati dormono dalle 16 alle 18 ore al giorno, i bambini di 3 mesi dormono circa 15 ore, mentre quelli di 6 mesi circa 12. Tuttavia questa non è una regola, e non è possibile costringere un bambino a dormire quando non vuole, si finisce solo col farlo innervosire ed ottenere l’effetto opposto. In genere ogni bambino tende ad autoregolarsi e a dormire esattamente le ore di cui ha bisogno. Nelle prime settimane di vita è difficile stabilire quante ore ha dormito un bambino in una giornata, considerando che egli passa dal sonno alla veglia in maniera quasi impercettibile; capiterà spesso che si addormenti mentre succhia o viceversa che si agiti nel sonno. Questa situazione comunque è del tutto normale e non deve destare alcuna preoccupazione. Tuttavia per facilitare l’apprendimento di un ritmo regolare è bene che la madre lo aiuti cercando di “tenerlo alzato” quando è sveglio e metterlo a letto quando si addormenta. Capiterà spesso durante la notte che il bambino si svegli perché ha fame o ha bisogno di essere cambiato, e per abituarlo a capire che quello è solo un breve risveglio notturno è bene tenere tutto l’occorrente per il cambio e l’allattamento a portata di mano, cercando di ridurre al minimo la durata del risveglio notturno ed evitando di illuminare troppo l’ambiente. Questo aiuterà il bambino a distinguere tra sonno notturno e riposini diurni. Per facilitare un sonno tranquillo è bene posizionare il bambino, nella carrozzina o nel passeggino, appoggiato su un fianco o a pancia in su; questa posizione permette di prevenire i rischi di soffocamento. In alcuni casi particolari (quando il bambino soffre di reflusso gastro-esofageo, o se è un ex prematuro con problemi di respirazione), su indicazione del pediatra, va messo a pancia in giù. Verso le 6 settimane di vita il bambino si troverà nel pieno utilizzo dei sensi e questo lo porterà ad avere un’impaziente voglia di scoprire e conoscere il mondo che lo circonda; chiaramente tutta questa vivacità lo porterà spesso a non voler dormire, per cui sarà necessario aiutarlo a “staccarsi” da ciò che lo circonda, attenuando gli stimoli ai quali è sottoposto e creando dei rituali tranquillizzanti, come il bagnetto, un massaggio, un carillon, ecc. È inoltre fondamentale mostrarsi calmi e tranquilli, se si è agitati o nervosi perché il bambino non prende sonno, si rischia solo di innervosirlo; i bambini risentono molto degli stati d’animo della madre o di chi gli sta vicino. Spesso durante il sonno si potrà vedere il bambino fare delle strane faccine, questo accade perché sta sognando. Oggi si sa bene che i bambini iniziano a sognare già nella pancia della mamma verso la 23° settimana, è chiaro però che alla nascita, quando iniziano a scoprire il mondo che li circonda e ad avvertire nuovi stimoli, i loro sogni si faranno via via più complessi.
Il Pianto
L’unico strumento che un bambino ha per comunicare è il pianto, per cui non deve meravigliare se lo utilizzerà abbondantemente! I motivi per i quali un bambino può piangere sono diversi, ed il modo migliore per farlo smettere è proprio capire la causa ed intervenire; purtroppo non è sempre così semplice capirla. Uno dei motivi principali, ed anche il più frequente, per i quali un bambino può piangere è la fame; se un bambino piange per fame non ci sarà altro modo di calmarlo se non nutrirlo. Un altro motivo frequente per il quale un bambino può piangere fin dai suoi primi giorni di vita è il dolore fisico; in genere in questo caso il pianto lo si riconosce, poiché assume un’intensità ed un ritmo particolari, il problema è che spesso è difficile capire di che “male” si tratti. Anche degli stimoli troppo forti o improvvisi, il vento, il freddo o sensazioni di disagio possono far piangere un bambino. A volte i bambini piangono quando vengono svestiti, poiché perdono la sensazione di protezione, altre volte hanno solo bisogno di sentire il contatto fisico con la madre e possono piangere solo perché vogliono essere presi in braccio; prendere un bambino in braccio e cullarlo è una cosa naturalissima e non significa in alcun modo viziarlo! Potrà spesso capitare che non si riesce ad individuare il motivo del pianto per potervi porre rimedio, in questo caso si può pensare di ricorrere ad un suono ritmico di sottofondo (come quello del battito del cuore della madre) o dei movimenti ritmici, come il cullarlo; altre volte basterà alzare di poco la temperatura dell’ambiente (non coprirlo con vari indumenti, che invece renderà difficili i suoi movimenti), poiché lo sforzo che un bambino deve fare per autoregolare la sua temperatura corporea può portarlo al pianto.
Fastidi e Disturbi
Ogni bambino, anche il più sano, può accusare qualche piccolo problema, che senza ansia e preoccupazione da parte della madre può essere facilmente risolto.
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Coliche. Intorno alle 3-4 settimane di vita il bambino può iniziare a soffrire di coliche, in genere queste si possono distinguere per il tipo di pianto, che in genere si fa sempre più frequente e struggente e si verifica soprattutto di sera e tende a presentarsi ad orari regolari. Non si conoscono esattamente le cause delle coliche, in genere si deve solo aspettare che passino; per alleviare la sensazione dolorosa del bambino può essere utile massaggiargli delicatamente l’addome o dargli delle tisane al finocchietto. Si può dire che un bambino ha le coliche quando piange subito dopo la poppata serale, urla e piega le gambe verso l’addome, questi episodi si verificano tutti i giorni più o meno sempre alla stessa ora, durano un’ora o più, ma una volta finiti non si ripresentano fino al giorno dopo. Le coliche comunque non sono preoccupanti, non si tratta di una malattia e sono destinate a sparire dopo 10-12 settimane, senza lasciare segni.
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Ruttini e Rigurgiti. Nello stomaco del bambino c’è molto spesso dell’aria, inghiottita mentre mangia, piange o respira, ed il bambino ha bisogno di espellerla con un ruttino. Per facilitare l’espulsione dell’aria è utile tenere il bambino in braccio diritto, appoggiato sulla spalla, massaggiandogli un po’ la schiena. Questa è una pratica molto utile da adottare dopo ogni poppata, se il bambino non fa il ruttino dopo circa 3 minuti vuol dire che non aveva bisogno di farlo. Spesso insieme al ruttino il bambino può rigurgitare un po’ di latte, questo può accadere se il bambino ha mangiato più del necessario, se è stato mosso bruscamente dopo il pasto, se ha mangiato stando troppo sdraiato o se ha pianto prima o durante il pasto facendo entrare nello stomaco aria insieme al latte.
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Feci. Le prime feci del neonato prendono il nome di meconio; queste “feci di assestamento” si verificano per un paio di giorni, per la transizione dall’alimentazione che il bambino nell’utero a quella per via orale. Successivamente le feci diventano semi-diluite, grumose e abbastanza frequenti e sono diverse a seconda se il bambino viene allattato al seno o artificialmente. Le feci di un neonato allattato con latte materno e acqua sono di colore giallastro, pastose, con un odore di latte inacidito; la frequenza delle feci può essere molto varia, da più volte al giorno a una ogni 2-3 giorni. Le feci di un neonato alimentato con latte artificiale sono più solide, con colore e odore più “normali”; le evacuazioni in genere sono meno frequenti.
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Urina. I neonati in genere si bagnano molto spesso e ciò è del tutto normale; bisogna però prestare attenzione se il bambino è ancora asciutto dopo un paio d’ore, perché questo potrebbe significare che sta consumando più liquidi del normale e potrebbe avere quindi la febbre o sta sudando, in questi casi bisogna intervenire dandogli più acqua. Quando fa molto caldo l’urina è più forte e concentrata e il bambino ha bisogno di bere di più. Se vi è il sospetto che vi sia del sangue nelle urine occorre subito consultare il medico; bisogna però tenere presente che nelle bambine, nei primi giorni di vita, possono esserci delle gocce di sangue nelle urine, che però provengono dalla vagina e non dall’apparato urinario, ciò è del tutto normale e non deve destare preoccupazione.
La Scelta del Pediatra
Non appena tornati a casa, dopo la degenza in ospedale, è bene scegliere subito il pediatra, che sarà la figura di riferimento per ogni problema del bambino e per monitorare regolarmente la sua crescita. L’iscrizione presso un pediatra di fiducia è obbligatoria fino ai 6 anni, mentre per i bambini dai 7 ai 14 anni è possibile scegliere un medico generico (secondo le modalità delle diverse ASL). La scelta di un medico generico per un minore di 6 anni è ammessa solo in maniera temporanea, nel caso in cui non sia disponibile nessun pediatra. Il Servizio Sanitario Nazionale assicura ai bambini le cure pediatriche gratuite. Per iscrivere un bambino al Servizio Sanitario Nazionale ed effettuare la scelta del pediatra occorre recarsi presso la propria ASL, portando con se lo stato di famiglia (in cui sia iscritto il neonato), un documento di identità di uno dei genitori.
Oggetti Indispensabili per il Neonato
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Lettino o Culla. Per la culla o il lettino sono necessari: un paracolpi, un materassino, un paio di felpati per proteggere il materassino, un paio di avvolgimenti per filtrare il bagnati, 3-4 set di lenzuolini in cotone, una p più copertine di lana, piumone o trapunta a seconda della stagione.
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Igiene e Benessere. Una vaschetta per il bagnetto, detergente liquido, shampoo, crema fluida protettiva o olio, pasta antiarrossamento, un paio di accappatoi in spugna, un quadrato in garza o spugna, una spugna naturale, un termometro per l’acqua, un termometro per la temperatura corporea, delle forbicine, spazzola e pettine, bilancia per controllare il peso, occorrente per medicare il moncone ombelicale.
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Alimentazione. Qualunque sia il tipo di allattamento scelto saranno comunque necessari: un succhietto, un biberon per piccole dosi, qualche tettarella, scovolino per pulire bene biberon e tettarelle, sterilizzatore e successivamente scalda biberon e 2-3 biberon più grandi.
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Uscite. Oggigiorno esistono vari sistemi per il trasporto, spesso con caratteristiche in grado di adattarsi alla crescita del bambino. In ogni caso servirà una carrozzina per i primi mesi (che potrà essere utilizzata anche come culla), un passeggino, un sediolino auto (che rispetti la normativa vigente). Può essere utile un marsupio, soprattutto nei primi mesi, se si cammina molto a piedi o se si utilizzano mezzi pubblici.
Indumenti Indispensabili per il Neonato
Tra gli indumenti per neonati ve ne sono sicuramente tanti bellissimi, ma occorre fare attenzione a quello che si acquista, affinchè il guardaroba del bambino sia vario, ma di indumenti utili e comodi. Sicuramente serviranno body o magliette in cotone, lana o misto lana (a seconda della stagione), a manica corta o lunga. Indispensabili sono le tutine elasticizzate con piede e bottoni a pressione, comode e facili da indossare. Chiaramente le tutine e i body vanno cambiate se il bambino si bagna, cosa che accade molto frequentemente, per cui non è possibile fare un’eccessiva economia sul numero, per non rischiare di rimanere senza. Serviranno anche ghette elasticizzate, calzini o calze, bavaglini, cappellini e qualche golfino in lana o in cotone. Per fare il bucato di questi piccoli e delicati indumenti è opportuno scegliere un detersivo delicato per bambini ed utilizzare anche un disinfettante da aggiungere al detersivo; se si lavano a mano occorre prestare molta attenzione al risciacquo, poiché residui di detersivo potrebbero causare irritazioni della pelle.
Vedi anche: Il Primo Mese di Vita (1)
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