Cerca

Area Utente

Utility Varie



Flesko

L’Allattamento al Seno

PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 06 Agosto 2009 15:34

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, così come pure secondo gli esperti, l’allattamento al seno costituisce senza ombra di dubbio il miglior modo per alimentare un bambino nei primi mesi di vita. L’allattamento al seno  non è solo una scelta vantaggiosa per la salute del bebè e della mamma, come singoli, ma si tratta anche del modo migliore per continuare quel profondo legame che si era creato già durante la gravidanza.



allattamento2Con l’allattamento naturale il bambino ha la possibilità di assumere tutti i nutrienti di cui ha bisogno (proteine, vitamine, grassi, zuccheri e minerali) sempre nella giusta proporzione e nella forma più facilmente utilizzabile dal suo organismo. Inoltre in questo modo al bambino vengono trasferiti gli anticorpi che gli sono necessari per rafforzare il suo sistema immunitario (ancora non completamente maturo) e mantiene la giusta idratazione. Con il latte materno si prevengono le allergie e le intolleranze alimentari. Ma non finisce qui, perché il latte materno ha anche un importante vantaggio psicologico, esso infatti agisce come un tranquillante naturale, infatti il contatto con la madre che permette al piccolo di sentirmi amato, protetto e coccolato.
Come detto però i vantaggi dell’allattamento al seno non riguardano solo il bambino, ma anche la mamma. Infatti la suzione del bambino stimola la produzione di ossiticina, che stimola le contrazioni ed aiuta l’utero a tornare alle sue dimensioni originarie; inoltre migliora la calcificazione delle ossa, prevenendo l’osteoporosi, riduce il rischio di tumore al seno e alle ovaie nella premenopausa e comporta un importante consumo calorico che aiuta a ritrovare prima il proprio peso forma. Ma anche nella mamma l’allattamento al seno ha un importante risvolto psicologico, esso infatti permette alla mamma di sentirsi utile e importante per il proprio piccolo e la fa sentire adatta a soddisfare le esigenze del proprio bambino; favorisce l’instaurarsi di un legame profondo che giova ad entrambe le parti.
Non bisogna inoltre dimenticare che il latte materno è sempre disponibile, perfettamente sterile, alla giusta temperatura ed è gratis!
Si tratta inoltre del modo più “naturale” per alimentare il proprio piccolo; è chiaro che, come per ogni altra cosa, si possono incontrare delle difficoltà, ma l’importante è partire con uno spirito positivo e non farsi scoraggiare da qualche ostacolo che si può incontrare. Se è necessario si possono contattare delle persone esperte nel settore che possono aiutare a superare il problema.
Sono davvero pochi i casi in cui non è possibile allattare il proprio bambino al seno. È infatti possibile allattare al seno (contrariamente a quanto si pensava fino a poco tempo fa) anche se si è partorito con il cesareo, in caso di miopia, di ragadi o di capezzoli introflessi, in caso di ricomparsa del ciclo mestruale o di una nuova gravidanza. Solo in questi ultimi casi può succedere che, a causa di una variazione della composizione e della quantità di latte prodotto, il bambino tenda ad attaccarsi di meno e ad abbandonare progressivamente l’allattamento.
L’allattamento materno è davvero da evitare solo nei casi in cui la mamma sia affetta da malattie come HIV, Cytomegalovirus, tubercolosi o tifo, così come in caso di forti malnutrizioni, disturbi psichici, tossicodipendenza, o nel caso in cui sia necessario assumere particolari farmaci che possono interferire con l’allattamento.

Caratteristiche del Latte Materno

Il latte materno ha lo straordinario vantaggio di adeguarsi alle esigenze del bambino; infatti esso cambia la sua quantità, qualità e composizione per potersi adattare nel migliore dei modi alle esigenze nutrizionali, alle capacità digestive e si assorbimento del bambino. Queste trasformazioni del latte si verificano sia nell’arco di una stessa poppata, infatti all’inizio il latte è più liquido e leggero, per diventare poi sempre più denso, cremoso e calorico, che con il passare dei giorni e delle settimane, si passa infatti dal colostro, al latte di transizione, fino ad arrivare al latte maturo.

  • Il Colostro. Il colostro è un liquido giallastro e denso, che viene prodotto dal seno materno nei primi 4-5 giorni dopo il parto; si tratta del cosiddetto primo latte, una sostanza importantissima per il neonato, perfettamente equilibrato per le esigenze e le capacità del bambino. Il colostro è un alimenti ipocalorico, contiene infatti solo 58 calorie ogni 100 ml, ha un elevato contenuto di proteine ed una scarsa quantità di lipidi e glucidi. Inoltre esso è ricco di anticorpi, importantissimi per il bambino che ne è sprovvisto.
  • Il Latte di Transizione. Le modificazioni ormonali che avvengono nell’organismo materno permettono la comparsa della montata lattea intorno al 5°-7° giorno. È a questo punto che ha inizio la produzione del latte vero e proprio; si può osservare che il latte diventa pian piano più biancastro, cremoso e ricco. Si avvia quindi il processo della formazione del latte vero e proprio, che si completerà verso 15°-20° giorno di vita del bambino.
  • Il Latte Maturo. Al termine di questo processo di modificazione del latte materno si arriva al latte maturo, ovvero il latte vero e proprio che permette al bambino di soddisfare tutte le sue esigenze nutritive. Mediamente 100 ml di questo latte forniscono 70 calorie, che contengono 3,7 gr di lipidi, 0,9 gr di proteine e 7 gr di glucidi; il rapporto calcio/fosforo rende ottimale l’assorbimento del calcio e di altri oligoelementi, come il ferro. Inoltre nel latte materno sono presenti alcuni importanti elementi che permettono di proteggere il bambino da diverse malattie, acute e croniche, e da infezioni batteriche e virali.

Il Meccanismo della Lattazione

La transizione dalla produzione di colostro a quella del latte vero e proprio prende il nome di Montata Lattea; in genere questa fase si verifica 5-7 giorni dopo il parto, grazie alla secrezione di prolattina, l’ormone in grado di stimolare la produzione del latte. La montata lattea può variare molto da persona a persona, può capitare infatti che sia abbondante fin dall’inizio, o che il latte arrivi in maniera più graduale; spesso all’inizio la montata lattea è accompagnata da fenomeni di indolenzimento e di fastidio, e questo può accadere sia perché il bambino potrebbe non essere in grado di succhiare con vigore fin dall’inizio permettendo ai seni di svuotarsi completamente sia perché i dotti e le ghiandole mammarie sono parzialmente ostruiti. Tuttavia si tratta di fastidi transitori che sono destinati, normalmente, a scomparire dopo pochi giorni; se il fastidio dovesse essere persistente si può ricorrere allo svuotamento dei seni, manuale o con una tiralatte.
La fuoriuscita del latte è resa possibile grazie al riflesso di eiezione, che viene stimolato dall’ossiticina, un ormone che stimola i movimenti dei muscoli intorno agli alveoli del seno, spingendo il latte verso l’esterno. Il deflusso del latte in modi differenti da donna a donna, a volte è necessario che il bambino inizi a succhiare per stimolare l’ossiticina, altre volte invece la fuoriuscita del latte può avvenire anche prima che il bambino venga attaccato al seno. Inoltre la produzione di ossiticina può essere influenzata da fattori ambientali, come lo stress, la tensione, la stanchezza della mamma. È per questo che è importante rendere il momento dell’allattamento un momento “unico” dove non siano presenti fonti esterne a disturbare e che sia considerato come un momento rilassante e di scambio d’amore tra mamma e bambino.

Le Posizioni dell’Allattamento

cuscino_allattamentoVisto lo stretto legame tra allattamento e tensione, si capisce quanto sia importante che la poppata avvenga in un ambiente confortevole, al riparo da fonti di disturbo o di distrazione, che possa favorire l’accrescersi del legame madre-figlio. Per far sì che l’allattamento si svolga nel migliore dei modi è quindi anche importante assumere una corretta posizione. La posizione più naturale per l’allattamento prevede che il pancino del bebè sia appoggiato sul ventre della mamma, orecchio, spalla e anca siano ben allineati e che la testina sia ben rilassata. Esistono tuttavia anche altre posizioni che si possono adottare, si può tenere il bambino nella posizione a culla, che consiste nel tenere il bambino tra le braccia stando sedute, oppure la posizione distesa, con la mamma sdraiata su un fianco ed il bambino disteso di fronte alla mamma anche lui su un lato, o ancora la posizione a rugby,  con il bambino disteso dallo stesso lato del seno dal quale succhia. Si può pensare di utilizzare anche un cuscino ergonomico per l’allattamento, a forma di U, che permette, appoggiandovi la schiena, di scaricare la tensione delle spalle. È comunque importante cambiare spesso posizione, per evitare che il bambino succhi sempre dallo stesso punto, in questo modo si preverrà il rischio di ragadi.
Bisogna in ogni caso ricordare che non sempre l’istinto della suzione è immediato, ci sono infatti bambini che cercano da soli il seno della mamma ed altri invece che hanno bisogno di essere stimolati e guidati. Per offrire il seno al bambino occorre sforargli il labbro con il seno stesso o con la mano, in questo modo egli aprirà la bocca e si può quindi aiutarlo ad afferrare bene il capezzolo. Quando si vuole interrompere la poppata, non bisogna staccare il bambino bruscamente, poiché il bambino succhiando ha creato una sorta di "sotto vuoto" ed un’operazione brusca potrebbe danneggiare il capezzolo, ma bisogna premere con un dito accanto alla sua bocca, in maniera tale da far entrare un po’ d’aria, il bambino si staccherà spontaneamente.
La frequenza delle poppate dipende dai ritmi e dall’età del bambino. In genere i bambini richiedono per diversi mesi 7 o più pasti al giorno (24 ore), poi si assestano sulle 5-6 poppate. È preferibile non imporre i propri ritmi, ma lasciare che sia il bambino a decidere quando attaccarsi al seno, si tratta del cosiddetto “allattamento a richiesta”, che soddisfa in pieno le esigenze del bebè e contribuisce a creare un legame molto forte tra madre e bambino.
Anche per quanto riguarda la durata delle poppate non esiste una regola fissa, alcuni bambini infatti sono più voraci e per loro possono essere sufficienti anche 10 minuti per seno, mentre altri possono aver bisogno anche del doppio del tempo. È comunque importante non staccare il bambino dal seno troppo presto, perché il latte cambia consistenza durante la poppata ed il bambino ha bisogno di assimilare tutto.

Problemi Legati all’Allattamento

allattamento1Tra i problemi più frequenti che si possono riscontrare con l’allattamento vi sono le ragadi, dei piccoli tagli che si formano sul capezzolo, che soprattutto all’inizio possono risultare molto dolorosi. Questo tipo di problema in genere si verifica a causa di una cattiva posizione del bambino durante la poppata; è proprio per questo che è importante assicurarsi che la bocca del bambino contenga non solo il capezzolo, ma anche parte dell’areola, ed è inoltre utile cambiare spesso posizione per la poppata.
In caso di ragadi è bene non attendere troppo tra una poppata e l’altra, in maniera tale che il bambino non succhi con troppa voracità, si possono inoltre effettuare degli impacchi caldi prima della poppata. Bisogna curare molto l’igiene dei capezzoli, lavandoli con acqua, evitando saponi aggressivi, e lasciandoli asciugare bene all’aria. Si può trarre sollievo anche dall’utilizzo delle coppette assorbi latte, che evitano il ristagno di umidità, e della crema alla lanolina.
Un atro problema piuttosto frequente è dato dall’ingorgo mammario, questo si verifica quando il bambino succhia in modo asimmetrico; in questo caso il seno appare gonfio, arrossato e dolente. Per prevenire questo problema occorre attaccare spesso il bambino e ricorrere anche ad una spremitura manuale se si rende necessario saltare una poppata.  Nel caso in cui compaia questo tipo di problema può essere utile massaggiare il seno durante l’allattamento e utilizzare degli impacchi caldo-umidi prima della poppata. Se comunque il problema non si risolve in tempi brevi è bene consultare il medico, poiché l’ingorgo mammario può portare alla mastite, un’infezione della ghiandola mammaria, che può portare a febbre anche elevata.

Alimentazione Materna

Durante l’allattamento è importante mantenere un’alimentazione il più possibile varia ed equilibrata, poiché in questo modo il bambino assimilerà tutte gli elementi di cui ha bisogno; per quanto riguarda la quantità basta considerare che un aumento di circa 500 calorie al giorno è sufficiente per compensare le energie utilizzate per l’allattamento. Gli alcolici sono consentiti solo durante i pasti, per un quantitativo che non superi un bicchiere di birra o mezzo bicchiere di vino. È strettamente bandito il fumo, che riduce la montata lattea e nuoce gravemente al bambino, così come l’assunzione di stupefacenti. Per quanto riguarda l’assunzione di medicinali è sempre importante consultare il medico, e comunque assumere i farmaci subito dopo la pappata, così che si riduce al minimo l’esposizione del bambino.

Commenti
Cerca
Solo gli utenti registrati possono inviare commenti!

!joomlacomment 4.0 Copyright (C) 2009 Compojoom.com . All rights reserved."