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La montata lattea avviene a partire dal 2°-3° giorno dopo il parto, ma potrebbe anche ritardare nel caso di parto con taglio cesareo, anche se questo non comporta l’impossibilità ad allattare.
Molto spesso comunque chi si trova per la prima volta ad affrontare l’esperienza dell’allattamento potrebbe incontrare delle difficoltà. Ma l’allattamento rappresenta uno dei momenti fondamentali per l’attaccamento madre-figlio, ed oltre ad essere un rituale per la nutrizione del piccolo è anche un momento di scambio di attenzioni e di amore; risulta quindi molto importante affrontare ogni dubbio o problema nel migliore dei modi. Quasi nessuna mamma, alla sua prima esperienza, non ha incontrato qualche difficoltà, ma con dei validi suggerimenti e tanto impegno si può riscoprire il momento dell’allattamento come un momento “magico”. Sicuramente l’allattamento al seno è lo strumento migliore che la natura possa offrire per nutrire il proprio bebè nei primi mesi di vita. Il piccolo, grazie al latte materno, potrà avere tutte le sostanze di cui ha bisogno e fortificare le sue difese immunitarie. Ma anche la mamma, in questo modo ha tutto da guadagnare! Innanzitutto potrà rafforzare il legame con il proprio bambino, avrà a disposizione in ogni momento il nutrimento per il proprio piccolo alla giusta temperatura e senza problemi di preparazione o di sterilizzazione, infine, ma non da meno, avrà un notevole risparmio economico: il latte materno è gratis!
La Produzione del Latte
Il meccanismo di produzione del latte è di tipo neuro-ormonale. La suzione del bambino agisce sulle terminazioni nervose del capezzolo e dell’areola che stimolano a loro volta la produzione degli ormoni che permettono la formazione del latte. Durante la suzione, gli stimoli nervosi, arrivano all’ipotalamo ed ordinano alla ghiandola dell’ipofisi di secernere prolattina ed ossiticina. La prolattina agisce direttamente sulla ghiandola mammaria, stimolando la produzione di latte. L’ossiticina, invece, aiuta la fuoriuscita del latte ed aiuta l’utero a tornare alle sue dimensioni normali. La produzione di latte fa aumentare di volume i vasi sanguigni mammari e ciò crea una sensazione di calore, di congestione e qualche piccolo fastidio tipici dell’allattamento, si tratta infatti della sintomatologia della montata lattea.
Il Colostro
Al momento della nascita, diminuisce la produzione di progesterone ed estrogeni a favore della produzione di un altro importantissimo ormone, la prolattina. La prolattina assolve all’importante funzione della produzione del latte. Già durante la gravidanza le ghiandole mammarie hanno subito numerose, e più o meno evidenti, modifiche ed hanno iniziato a produrre colostro. Il colostro è un latte iniziale, denso, di colore giallino, ricco di proteine e sali minerali, povero di grassi e carboidrati. Il colostro è anche molto importante per il suo alto contenuto di anticorpi materni e linfociti, che sussidiano il bambino nella protezione del tubo digestivo, evitano le infezioni ed esercitano un’importante azione lassativa. Dal 6° giorno, per 1-2 settimane, la ghiandole mammarie secernono un latte di transizione, che si caratterizza per il suo aspetto più liquido e meno denso. Infine arriva il latte definitivo, detto anche maturo. Quest’ultimo è più liquido, e continua ad essere ricco di anticorpi materni e fermenti.
La Prima Poppata
La mamma quando inizia ad allattare al seno dovrà imparare la tecnica giusta affinché il bebè si possa attaccare bene al seno; il piccolo, dal suo canto, ha una marcia in più, in quanto per lui il riflesso di suzione è innato. È normale che una neo-mamma incontri delle difficoltà o abbia dei dubbi, ma questo non deve scoraggiare; è importante chiedere consiglio ad una persona esperta (un’ostetrica o un’infermiera) che sapranno aiutare a risolvere ogni problema. In ogni caso bisogna anche evitare di “ragionare” troppo in queste circostanze, e lasciare che sia anche l’istinto e la natura a giudare.
Preparazione all’Allattamento in Gravidanza
La fase di preparazione all’allattamento al seno inizia in realtà fin dalla gravidanza, per cui se si desidera allattare il proprio bambino è importante prendersi cura del proprio seno fin dai primi mesi della gravidanza. Fin dall’inizio nella gestante ci saranno numerosi cambiamenti, molti dei quali riguardano proprio i seni, che aumentano di volume e di peso, contemporaneamente si modifica la pigmentazione delle areole, che devono predisporsi ad essere più resistenti per la suzione del bambino. È importante che durante la gravidanza ci si prenda cura del proprio seno, pulendo delicatamente il capezzolo e l’areola con una garza inumidita con acqua, poi occorrerà asciugarli bene e non lasciare residui di umidità. Man mano che si procede con la gravidanza (e soprattutto negli ultimi mesi) possono comparire delle piccole secrezioni di colostro, per evitare di sporcare in questo modo il reggiseno è bene iniziare ad utilizzare delle coppette assorbilatte e lavare costantemente i capezzoli. Dal 6° mese di gravidanza, per mantenere i capezzoli morbidi, conviene applicare una crema elasticizzante sul capezzolo e sull’areola, lasciandoli poi asciugare all’aria. In questo modo si diminuirà il rischio di ragadi. Si possono anche fare degli esercizi giornalieri per rinforzare i capezzoli, basta farli ruotare delicatamente tra le dita una o più volte al giorno. Se si hanno capezzoli piatti o retrattili, occorre prestare maggiore attenzione ed utilizzare un apparecchio “tiracapezzoli”, per adattarli all’allattamento. Dopo il parto si possono utilizzare dei copricapezzoli di silicone, che danno ai capezzoli piatti, retratti o inversi la forma migliore per l’allattamento.
Qualche Consiglio
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Le dimensioni non contano. Le dimensioni del seno non influiscono sulla quantità di latte prodotto, per cui non preoccuparti se i tuoi seni non crescono molto. Attenzione alla dieta e allo stress. Per poter allattare occorre adottare con una dieta sana ed equilibrata, che dovrebbe d’altronde essere il prosieguo di quella che si seguiva in gravidanza. Attenzione anche allo stress, che può rendere l’allattamento al seno insufficiente o addirittura bloccarlo.
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Abbondare con le proteine. In questo periodo sono da prediligersi tutti quegli alimenti ricchi di proteine, e non devono mancare frutta e verdure. Attenzione ai condimenti. Alcuni alimenti o condimenti, come il cavolo, i broccoli, gli asparagi, la cipolla, l’aglio, danno al latte un cattivo sapore ed il bambino si può quindi rifiutare di berlo.
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Reggiseno ad hoc. Utilizzare un buon reggiseno in questo periodo è fondamentale, sia per dare il giusto sostegno al seno, sia per facilitare l’allattamento grazie a dei pratici gancetti (diventerai presto esperta a slaccialo e riallacciarlo con una sola mano).
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La quantità di latte prodotto. La quantità di latte materno non si mantiene costante durante l’arco della giornata, di sera, ad esempio, subisce una diminuzione a causa della stanchezza.
Problemi Comuni
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Ragadi. Le ragadi rappresentano uno dei problemi più frequenti che si possono riscontrare durante l’allattamento. Quando sono dolorose, sanguinanti e profonde possono anche rappresentare un impedimento all’allattamento più o meno temporaneo. Esistono vari metodi per curarle, comunque la soluzione migliore è sicuramente la prevenzione; è quindi importante mantenere i capezzoli morbidi applicando della crema alla lanolina o un po’ del proprio latte e poi lasciarlo asciugare all’aria.
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Ingorghi. Soprattutto nei primi giorni è probabile che si vada incontro ad un ingorgo di latte. Quando ciò avviene le mammelle diventano dure e si deve ricorrere ad uno svuotamento manuale o con un tiralatte.
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Ostruzione dei dotti galattofori. Può anche succedere che si verifichi un’ostruzione di qualche dotto che non permette al latte di defluire, in questo caso si avrà un arrossamento della ghiandola mammaria, e si avvertirà gonfiore e dolore. Se ciò si verifica occorre svuotare il seno completamente; sarà poi sufficiente un massaggio e un po’ di calore per avere una nuova montata lattea.
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