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Cause Comuni di Interruzione della Gravidanza

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Scritto da Administrator   
Lunedì 08 Giugno 2009 10:10

In qualunque momento dell’attesa accada, l’interruzione della gravidanza è sempre un evento molto spiacevole e doloroso, che lascia un segno profondo nella coppia ma che non pregiudica affatto il buon esito di una gravidanza successiva.



Nella maggior parte dei casi, quando si verifica un aborto, i genitori tendono a colpevolizzarsi dell’accaduto e vogliono capire da cosa sia stato causato l’accaduto. Purtroppo pochissime volte è possibile attribuire un aborto ad una sola causa; più frequentemente, invece, si tratta di una serie di cause che “collaborano” tra di loro e determinano l’esito negativo della gravidanza. È chiaro però che le cause che hanno portato al verificarsi di tale evento non necessariamente si verificheranno anche in seguito, anzi nella stragrande maggioranza dei casi non è così e l’aborto resta un evento isolato.

Le Origini

A prescindere dall’epoca in cui si verifica l’aborto, per cercare di comprendere i fattori che possono aver scatenato l’evento è necessario risalire all’origine della gravidanza; si vanno quindi ad analizzare meglio tutte le condizioni della mamma ed i suoi valori rilevati dalle prime analisi. Sarebbe molto importante anche analizzare la placenta, nel 90% dei casi è proprio dai risultati di queste analisi che si può risalire alla causa dell’aborto. Un altro fattore da prendere in considerazione riguarda lo “sforzo” al quale l’organismo è sottoposto in gravidanza, così anche un organismo apparentemente sano, quando viene sottoposto ad uno sforzo così duro e intenso potrebbe far emergere delle patologie latenti.
In linea di massima è possibile fare una suddivisione generale dei problemi che possono far interrompere una gravidanza a seconda del periodo in cui tale evento si verifica.

  • 1° Trimestre. Nel primo trimestre le cause fondamentali che possono determinare un esito negativo della gravidanza possono essere di tipi genetico, ciò avviene quando si presenta un “errore” nell’unione tra ovulo e spermatozoo, che si verifica con più frequenza all’aumentare dell’età della madre; in genere una situazione di questo tipo però resta isolata (a meno che non vi sia un problema serio nel corredo cromosomico dei genitori). Possono causare aborto, in questa fase, anche delle alterazioni ormonali che non rendono l’ambiente intrauterino sufficientemente accogliente per lo sviluppo di una nuova vita. Ad interferire con l’impianto e la crescita dell’embrione vi può essere anche un’altra causa: l’utero setto; si tratta di una delle più frequenti (seppur rara) anomalie uterine, in cui la cavità uterina risulta divisa in due tramite una membrana filamentosa. Può portare ad un’interruzione della gravidanza anche una malattia auto-immune della madre, che va ad alterare il normale processo di “accoglimento” dell’embrione o la tendenza del sangue della madre a coagulare in eccesso (trombofilia), rendendo difficoltoso il passaggio di nutrimento e di ossigeno al feto.
  • 2° Trimestre. Man mano che si procede con la gravidanza le possibilità di aborto diminuiscono; in ogni caso ciò si può ancora verificare per cause come delle infezioni vaginali non curate, che possono risalire il collo dell’utero ed infettare la cavità amniotica, o altre infezioni come la toxoplasmosi, la rosolia, la varicella. Un’ulteriore causa di aborto in quest’epoca è data dall’incontinenza cervicale uterina, per la quale il collo dell’utero non riesce a rimanere ben chiuso e aprendosi provoca la rottura del sacco amniotico con conseguente aborto tardivo.
  • 3° Trimestre. Le cause che possono portare ad un’interruzione della gravidanza nel terzo trimestre sono il diabete gestazionale, che porta ad uno sviluppo eccessivo del bambino non supportato da un adeguato sviluppo della placenta che quindi non è più in grado di ossigenare a sufficienza il piccolo; il distacco della placenta, che spesso però è la conseguenza di un non corretto “ancoraggio” della placenta alle pareti uterine; l’ipertensione, che può provocare una riduzione o addirittura un blocco della crescita del bambino.
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