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La Toxoplasmosi

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Scritto da Administrator   
Lunedì 01 Giugno 2009 10:21

La Toxoplasmosi è una malattia infettiva, causata dal protozoo Toxoplasma Gondii, un parassita diffuso tra i mammiferi e gli uccelli. Si tratta di una malattia infettia che può essere molo pericolosa se contratta in gravidanza; in quanto il parassita può attraversare la barrire placentare ed arrivare al feto.



Il toxoplasma gondii in genere vive nell’intestino del gatto, che si infetta cibandosi ci carne e di piccoli roditori. L’intestino del gatto è l’ambiente più fertile per la vita del toxoplasma, in questo quest’ultimo riesce in quest’ambiente ideale anche a riprodursi. Le ovocisti vengono poi emesse con le feci del gatto e possono essere ingerite da un altro animale o (anche se più raramente) dall’uomo.gravidanza-toxo
In genere non è pericolosa la “convivenza” tra uomo e gatto, quando il cibarsi di carni crude o poco cotte, di insaccati, verdure lavate male e latticini non pastorizzati; un altro modo per essere contagiati dalla malattia consiste nella trasmissione che può avvenire direttamente dal contatto con terreno infetto.
Quando l’infezione interessa una gestante, i rischi e le possibili complicazioni feto-neonatali, che sono date dal passaggio, attraverso la placenta, dell’infezione al feto, possono essere molto serie. Se infatti il feto viene colpito dalla toxoplasmosi possono sorgere gravi complicazioni come: aborto, morte fetale, prematurità, ritardi di accrescimento intrauterino, letargia, microcefalea, idrocefalia, ritardo dello sviluppo spico-motorio, sordità ed tante altre.
Si capisce quindi che un controllo accurato per prevenire tale malattia è indispensabile in gravidanza.
Innanzitutto c’è da dire che la malattia spesso è asintomatica, per cui non appena si scopre di essere incinte occorre effettuare, tramite un esame del sangue, il Toxo Test, con il quale è possibile stabilire se si è immuni o meno da tale malattia. Nel caso in cui dal test risulti che si è immuni non è necessario prestare particolari attenzioni, in quanto non si viene ri-contagiati. Nel caso in cui, invece, non si è immuni da tale malattia occorre prestare particolari attenzioni ad una serie di situazioni “a rischio” ed effettuare periodicamente dei controlli (in genere si effettua un ulteriore controllo verso la 20° settimana ed un altro alla 36°). Nel caso in cui si viene contagiati durante la gravidanza è possibile bloccare la trasmissione dell’infezione al bambino, con un opportuno trattamento antibiotico. Per poter intervenire tempestivamente occorre sempre diagnosticare per tempo l’infezione; ecco perché sono così importanti i controlli periodici.

I Sintomi

gattoLa Toxoplasmosi si manifesta in due fasi distinte; nella prima fase, detta toxoplasmosi primaria, il parassita si trova nel sangue e nei linfonodi in forma infettante, questa fase può durare alcune settimane o mesi. Questa è la fase sintomatica in cui si manifestano: stanchezza, senso di “ossa rotte”, ingrossamento delle linfoghiandole, mal di gola, febbre (a volte), ingrossamento di fegato e milza. Nella seconda fase, detta toxoplasmosi post primaria, non vi sono più segni clinici, ma il parassita continua ad essere presente nell’organismo.




I Consigli

Il problema fondamentale è che non esiste un vaccino per la toxoplasmosi, per cui in gravidanza per evitare il contagio della malattia e prevenire l’insorgere di problemi seri per il feto e il bambino occorre seguire attentamente alcuni “consigli” che possono evitare del tutto il contagio della malattia.

  • Innanzitutto non bisogna mai mangiare carne cruda o poco cotta, salumi o carpacci. Al contrario si possono mangiare tranquillamente il prosciutto cotto, la mortadella e i salumi cotti. Il prosciutto crudo ad esempio può essere mangiato solo in preparazioni cotte (come al forno).
  • Dopo aver “manovrato” della carne cruda, occorre lavarsi bene le mani, il tagliere, il coltello e tutti gli attrezzi che sono stati utilizzati.
  • Le verdure crude o la frutta fresca devono essere lavate molto accuratamente con bicarbonato o speciali soluzioni clorate; in ogni caso la frutta (dopo che è stata lavata) va sempre sbucciata.
  • Non consumare latte o latticini non pastorizzati.
  • Se si svolgono delle attività di giardinaggio utilizzare dei guanti e comunque lavare accuratamente le mani dopo averli tolti.
  • Se si ha un gatto in caso occorre portarlo dal veterinario il prima possibile per un controllo; inoltre occorre pulire continuamente la lettiera, facendo sempre attenzione ad utilizzare i guanti e a lavarsi bene le mani dopo ogni operazione.
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